La storia di Mike Tyson

Mike Tyson

E’ difficile descrivere la storia di Mike Tyson in poche righe. Infatti, oltre ad essere stato un giovane pugile che in poco tempo ha distrutto tutti gli avversari e uno degli ultimi pesi massimi che è riuscito ad unificare tutte le corone, la sua vita è stata turbata da numerosi eventi che l’hanno tenuto fuori dal ring per anni e ne hanno radicalmente influenzato le prestazioni.

Mike Tyson nasce nei sobborghi di Brooklyn, New York, nel 1966. Il padre era un ragazzo che passava la maggior parte di tempo per strada, in riformatorio ed in carcere, mentre si hanno poche notizie della madre. All’età di 16 anni si unisce al team di Cus D’Amato, all’epoca innovativo allenatore che aveva già lavorato con gli ex campioni del mondo Floyd Patterson e Jose Torres. La famiglia di D’Amato ospiterà Mike per diversi anni tanto che Cus chiederà e otterà l’affidamento legale del giovane pugile.

La carriera amatoriale di Tyson è dirrompente, anche se non riuscirà a prendere parte alle Olimpiadi dell’84 per problemi d’età. E’ suo il record KO più veloce della storia dei pesi massimi amatoriali dopo solo 8 secondi.

Nell’85 diventa professionista all’età di 18 anni e colleziona una serie consecutiva di vittorie impressionanti. In poco più di 2 anni colleziona 27 vittorie delle quali 25 prima del limite.

Nel Novembre del 86 ha la possibilità di combattere per il titolo per la prima volta contro Trevor Berbick (guarda l’incontro completo). Mike manda al tappeto l’avversario 2 volte nella seconda ripresa.Trevor, nel tentativo di rialzarsi dal secondo knock down, cade due volte dimostrando di non riuscire più a camminare e l’arbitro ferma l’incontro. Berbick, nonostante avesse combattuto con pugili del calibro di Muhammad Alì, Larry Holmes e S T Gordon, non aveva mai subito una sconfitta così schiacciante. Tyson conquista così la cintura WBC ed il campione del mondo dei pesi massimi più giovane della storia.

Pochi mesi dopo Tyson ha la possibilità di unificare le cinture WBC e WBA incontrando James Smith. Mike non trova il KO in questo caso, ma porta a casa una sicura vittoria ai punti alla dodicesima ripresa. Nel 87 unifica l’ultima corona dei massimi, la IBF,  in possesso di Tony Tucker vincendo facilmente per decisione unanime.

La potenza di Tyson intimidisce tutti gli avversari e nel mondo dei pesi massimi nessuno sembra poter contrastare il suo regno. Alla incredibile potenza si aggiunge un’ottima velocità, precisione e tempismo, una formula che rendono il pugile di Brooklyn praticamente imbattibile. Alla tecnica sviluppata con Cus D’Amato, lo stile chiamato Peek-a-Boo, si aggiunge una discreta tecnica difensiva che gli permette di finire gli incontri senza incassare pugni significanti.

Nell’88 Larry Holmes, il leggendario ex campione del mondo dei pesi massimi, accetta la sfida di Tyson incontrandolo ad Atlantic City. Larry vantava un record invidiabile di 48 vittorie e solo 2 sconfitte entrambe per decisioni molto controverse con Michael Spinks. Tra le sue vittorie si possono notare quelle con Muhammad Alì, Ken Norton e Leroy Jones. Durante l’incontro la superiorità del campione è imbarazzante. Larry riesce a difendersi bene nei primi 3 rounds girando intorno a Tyson ed evitando il suo gancio sinistro, ma nel quarto round lo sfidante viene toccato pesantemente e non riuscirà più a riprendere a combattere. Il giorno dopo Larry Holmes non si presenterà alla conferenza stampa per problemi medici che lo costringeranno all’inattività per più di 3 anni.

Nel 1990 Tyson accetta l’offerta di Don King per andare a combattere a Tokyo per sfidare un pugile poco conosciuto, James BusterDouglas. L’incontro doveva essere semplicemente un pretesto commerciale per portare Tyson agli occhi dell’attento mercato Giapponese e per promuovere un futuro lucroso tour in oriente che avrebbe portato milioni nelle tasche del campione del mondo. Dopo i primi round convincenti, Tyson appare stanco e fuori forma. Nonostante ciò, riesce a colpire Douglas con un gancio all’ottava ripresa mandandolo al tappeto. Douglas rimarrà a terra per 13 secondi contati dall’arbitro solo come 8, lo scandalo del conteggio di Douglas rimarrà alla storia. Nella decima ripresa il campione è visibilmente stanco e viene incappato da un brutale montante prima e da una serie di ganci dopo. Tyson cade al tappeto per la prima volta nella sua carriera e non riuscirà a rispondere prima del conteggio di 10. A sorpresa Mike Tyson perde tutti i suoi titoli e per la sua carriera inizierà un’inarrestabile discesa.

L’anno dopo viene accusato di stupro dalla diciottenne Desiree Washington, una ragazza di recente eletta Miss Black Rope Island. In seguito al processo Tyson verrà condannato a 4 anni di reclusione ridotti sucessivamente a 3 per buona condotta. Non si hanno tante notizie della permanenza in carcere dell’ex campione del mondo, ma una volta uscito si possono notare i tatuaggi che hanno segnato il suo confuso percorso di conversione all’Islam, Mao Tsetung su una spalla, Che Guevara sul ventre e Arthur Ashe sulla spalla opposta. Apparentemente, durante la sua detenzione, gli era stato proibito di prendere parte agli incontri di pugilato che si svolgevano in carcere e ai relativi campionati carcerari. Inoltre gli era proibito firmare autografi.

Tyson esce dal carcere nel 95 e un anno dopo ha subito la possibilità di combattere per il titolo contro l’Inglese Frank Bruno, pugile cha aveva sfidato e battuto qualche anno prima della condanna. Tyson sembra più aggressivo di quanto lo era prima della condanna e si sbarazza di Bruno in soli 3 round constringendolo alle corde e mandandolo in difficoltà con una serie di montanti. L’arbitro ferma l’incontro e Mike riesce e riconquistare il titolo WBC che lo aveva fatto diventare famoso ben 10 anni prima.

Pochi mesi dopo decide di sfidare Evander Holyfield per la difesa del titolo. Holyfield era già conosciuto per aver battuto James Douglas ma non si presentava come un pugile che potesse mettere in difficoltà Tyson che, invece,  partiva decisamente come favorito. Nei primi round Holyfield sorprende per la sua velocità di gambe che gli permette di stare costantemente lontano dalle corde. Inoltre il suo vantaggio di altezza ed il jab gli permettono di tenere le distanze da Tyson che non riesce ad adattare il suo stile alla velocità del rivale. Al decimo round il campione è decisamente stanco e non riusce ad impostare la difesa che era stata il suo marchio distintivo per i primi 5 anni della sua carriera. Evander riesce a raggiungerlo con dei potenti montanti e Tyson non risponde. L’identica scena si ripete nella ripresa successiva dove Tyson viene mandato al tappeto per la seconda volta in 11 anni di carriera. Mike si rialza a stento ma l’arbitro decide di fermare l’incontro. Dopo l’incontro Tyson accuserà l’avversario di comportamento scorretto, di aver usato spesso i gomiti e di averlo colpito con la testa.

I pugili trovano un accordo per il rematch pochi giorni dopo il primo incontro e si sfideranno nuovamente a Giugno dell’anno successivo a Las Vegas, sarà il famoso incontro del morso. Tyson sembra nervoso sin dall’inizio del match, parla spesso con l’arbitro e accusa l’avversario di colpirlo con la testa. Al terzo round Tyson morde Holyfield all’orecchio mentre l’avversario lega abbassando vistosamente la testa per colpire Mike, l’arbitro interrompe l’incontro e deduce un punto a Mike Tyson. Dopo pochi secondi la scena si ripete, Tyson questa volta morde con più decisione staccando un pezzo di orecchio sinistro all’avversario e sputandolo a terra. All’arbitro non gli rimane che squalificare Tyson e lasciare il titolo in mano del campione. La commissione pugilistica decide di applicare una squalifica di 2 anni che, vista la gravità della condotta anti sportiva, sembra anche riduttiva.

Da quest’incontro Tyson non troverà più la calma e la corretta disciplina per gestire il suo difficile personaggio dentro e fuori dal ring. Nell’incontro successivo colpisce il suo avversario, lo sconosciuto Norris, dopo il suono della campana del primo round, mandandolo a terra e infortunandogli un ginocchio. L’incontro deve essere fermato perchè Norris non riesce a continuare. Nel 2000 combatte contro Golota che si ritira al 3 round. Dopo l’incontro Mike Tyson viene squalificato nuovamente per essere risultato positivo alla marijuana al test del sangue.

Nel 2002 gli viene concesso un altro incontro per il titolo contro Lennox Lewis, il pugile Londinese di origini giamaicane che stava dominando la categoria dei massimi da quando Tyson era stato costretto al ritiro per la condanna per stupro (guarda match completo). Anche nella rassegna stampa di annunciazione dell’incontro, Mike dimostra di non riuscire ad avere un costante equilibrio con la stampa e con gli avversari causando una rissa sul palco che coinvolge entrambi i team e aggredendo verbalmente i giornalisti subito dopo. Nel suo delirio, Tyson apostrofa un giornalista uomo con la famosa frase “ti scopo sino a quando mi ami”, non certo la frase migliore da dire in pubblico per un ex carcerato per stupro. Durante l’incontro il famoso Tyson che distruggeva gli avversari in pochi round esce fuori solo in alcuni momenti, lasciando spazio ad un confuso pugile che non trova la posizione corretta nel ring e si lascia puntalmente anticipare dall’avversario. La superiorità di Lewis è evidente e l’incontro finisce per KO all’ottavo round.

L’incontro con Lewis segnerà la fine della carriera di uno dei pugili più talentuosi della storia che ha potuto raccogliere solo parte della gloria che gli sarebbe dovuta spettare. La sua storia è stata invece notevolmente condizionata da matrimoni distrutti, frodi finanziarie, apparizioni in spettacoli televisivi di cattivo gusto e violenza ed uso di droghe fuori dal ring. Attualmente Mike Tyson partecipa ad un tour mondiale dove presenta se stesso in un comico one-man-show, uno dei progetti più ben riusciti della sua carriera per qualità e risultati.