Juan Manuel Marquez, la biografia

Juan Manuel Marquez, la biografia

Juan Manuel Marquez nasce a Città del Messico in un quartiere popolare noto per aver dato i natali a tanti pugili professionisti che rimangono tutt’ora famosi nella storia di questo sport. Anche il padre di Juan Manuel, Rafael Marquez Enriquez, era un pugile professionista che ha iniziato alla boxe una buona parte dei suo 8 figli.

Juan Manuel Marquez iniziò a scambiare pugni sin da piccolo, all’età di 8 anni, con tutti gli altri fratelli della casa e si allenava spesso con la sorella maggiore che era considerata una giovane promessa del pugilato. Come la maggior parte dei pugili Messicani della sua epoca, Juan Manuel Marquez diventa professionista molto giovane, all’età di 17 anni, senza poter prendere parte alle olimpiadi. Nonostante sia passato al professionismo molto giovane, la sua carriera da amatore è notevole con 84 vittorie e solo 4 sconfitte.

A differenza della maggior parte degli altri pugili messicani, Juan Manuel decide di non rinunciare agli studi anche una volta iniziata la carriera da pugile e dimostra una spiccata attitudine per il calcolo ed i numeri che gli permette di prendere la qualifica di ragioniere con ottimi voti. La sua passione per la matematica sembra segnare il suo modo di ragionare anche nel ring, sul quale non è un pugile aggressivo ed impulsivo come tutti i messicani della sua generazione, ma è un attendista e calcolatore, cui studia in continuazione l’avversario prima di attaccare.

La carriera di Marquez è caratterizzata anche dalla sua costante collaborazione con Ignacio Berenstain, storico allenatore messicano tutt’ora in attività e già hall of fame del pugilato.

Il debutto di Juan Manuel Marquez è deludente, al suo primo incontro professionistico infatti viene squalificato per condotta anti-sportiva.

La sua carriera da peso piuma non è facile, eclissato da giganti come Erik Morales, Marcos Barrera, Nassem Hamed e dall’emergente Manny Pacquiao, non riesce a farsi notare per il suo stile poco aggressivo.

Dopo ben 30 incontri professionistici, nel 1999 ha la possibilità di combattere per la cintura mondiale contro l’americano Freddie Norwood per il titolo WBA dei pesi piuma a Las Vegas. Marquez inizia lentamente ed al secondo round si fa trovare impreparato su un sinistro dell’avversario che lo manda al tappeto. Dal quinto round in poi Marquez sembra avere il possesso del ring e riuscire a controllare i movimenti dell’avversario. All’ottavo round Marquez trova una combinazione che butta parzialmente a terra l’avversario che tocca il tappeto con un guanto; dovrebbe essere un know down ma l’arbitro non vede nulla. Nel nono round stessa combinazione si ripete ma questa volta Norwood viene contato. L’incontro finisce ai punti e i giudici danno la vittoria unanime all’americano. Molti gridano allo scandalo e la HBO mostra il resoconto dei pugni lanciati da Marquez che superano quasi di 200 quelli lanciati da Norwood. Sarà la prima di una lunga serie di decisioni molto controverse delle quali Marquez sarà vittima a Las Vegas dove la commissione atletica non sembra apprezzare i pugili messicani.

Juan Manuel Marquez dovrà aspettare altri 4 anni per avere un’altra possibilità di guadagnarsi il titolo mondiale. Infatti nel 2003 incontra Manuel Medina per il titolo IBF dei pesi piuma che batte con facilità alla settima ripresa per KO tecnico.

L’anno successivo Marquez incontra all’MGM di Las Vegas Manny Pacquiao dando vita ad uno delle rivalità più spettacolari della boxe moderna. Juan Manuel era già campione IBF e WBA della categoria mentre Manny era da poco diventato famoso per aver battuto per KO Marco Antonio Barrera. Manny inizia con il piede sull’acceleratore attaccando con uno stile poco ortodosso ed imprevedibile. Il primo round dell’incontro passa alla storia: Marquez non riesce a prevedere il sinistro dell’avversario e viene mandato al tappeto per ben 3 volte. Dopo il primo round tutti danno l’incontro per terminato e Marquez torna all’angolo con il naso sanguinante. Dal terzo round in poi l’incontro cambia. Pacquiao si dimostra in costante difficoltà quando Marquez attacca in progressione e non riesce ad uscire dalle corde. Marquez sembra essersi guadagnato la maggior parte dei round ma non riesce a mandare al tappeto Pacquiao che si dimostra avere una forma fisica incredibile e reggere i potenti colpi dell’avversario. L’incontro finisce ai punti dove i giudici danno l’incontro in parità. Entrambi i pugili dichiareranno di aver vinto l’incontro, Marquez in virtù della quantità dei round vinti mentre Pacquiao per i 3 know down registrati nel primo round. L’opinione pubblica e la stampa sembrano divisi, ma nella scena pugilistica si sono affermati 2 nuovi campioni che regneranno per protagonisti per 10 anni.Pacquiao vs Marquez

Nel 2007 Juan Manuel Marquez incontra Marco Antonio Barrera per il titolo WBC dei pesi super piuma. E’ la prima volta che Marquez sale di categoria ma sembra non aver avuto nessun problema a trovare il peso. Barrera, che nei pesi super piuma si sente più confidente e ha già conquistato il titolo, si presentava con un record si 63 vittorie e 4 sconfitte di cui una con Pacquiao. Anche questa volta Marquez parte piano e i primi round vanno a Barrera. Dopo qualche round Marquez riesce a prendere le distanze portando a segno i pugni migliori dell’incontro e mandando al tappeto l’avversario al settimo round. L’incontro è molto combattuto e finisce ai punti. Questa volta i giudici, anche se di poco, danno l’incontro a Marquez per decisione unanime.

L’anno successivo Juan Manuel Marquez combatte ancora contro Manny Pacquiao per il loro secondo incontro, questa volta per la difesa del titolo WBC dei pesi super piuma portato via a Barrera. L’obbiettivo del messicano questa volta è di non farsi trovare impreparato come nel primo incontro e reggere ai primi round per impostare la sua strategia in contrattacco nei round successivi. Pacquiao risulta ancora in una condizione fisica eccezionale e sfodera una velocità che probabilmente non aveva nemmeno nella categoria inferiore. Marquez viene preso da un sinistro dell’avversario alla fine della terza ripresa che lo manda al tappeto. I round successivi sono molto simili ed è difficile decidere chi prevale. Alla fine dell’incontro Marquez tirerà otre 600 pugni che per i giudici non saranno sufficienti per dargli la vittoria. Infatti Pacquiao porta a casa una stretta vittoria per slit decision dove sembra che sia stato proprio il know down del terzo round ad aver fatto la differenza. Marquez perde quindi il titolo ma non accetta nemmeno questa sconfitta ai punti.

Pochi mesi dopo il secondo incontro con Pacquiao, Juan Manuel Marquez decide quindi di salire di categoria per provare a vincere anche il titolo mondiale dei pesi leggeri.

Marquez incontra subito uno dei migliori pesi leggeri del momento, Jose Casamayor, oro olimpico a Barcellona nei pesi gallo. Marquez, dopo il suo solito inizio lento ed indeciso, attacca costantemente a partire dal 6 round e vince per KO tecnico all’undicesima ripresa.

Cinque mesi dopo il suo debutto nei pesi leggeri, Juan Manuel Marquez incontra nel 2009 l’americano Juan Diaz per l’unificazione della cintura WBO e WBA della categoria (vedi incontro completo). Per l’ennesima volta Marquez viene messo in difficoltà nei primi round dall’estrema aggressività dell’avversario e viene costretto a combattere sempre alle corde. Dal sesto round in poi Marquez riesce a spostare l’incontro al centro del ring dove la sua tecnica e la capacità di contrattaccare si rivela più efficace. Manda più volte in difficoltà l’avversario all’ottavo round che sembra cadere al tappeto proprio allo scoccare della campana. Nella ripresa sucessiva Juan Diaz viene colpito da una combinazione che termina con un montante destro che lo manda al tappeto e l’arbitro è costretto a fermare l’incontro perchè l’americano non riesce a reagire al conteggio. Marquez conquista così il titolo mondiale nella terza categoria di peso e si consacra come il migliore pound for pound del momento.

A questo punto della sua carriera, Juan Manuel Marquez vuole decisamente il terzo incontro con Pacquiao che continua a rifiutarlo. Lancia la sfida quindi a Floyd Mayweather che si è ritirato un anno prima dopo la sua ultima vittoria con Ricky Hatton. Mayweather, sentendo gli insistenti inviti di Marquez, decide di tornare a combattere per affrontare il messicano. L’incontro viene inizialmente posticipato di 3 mesi per una frattura ad una costola riportata da Mayweather. Il match viene fissato su richiesta di Floyd Mayweather a 145 libre nella categoria welter dove Marquez non aveva mai combattuto. Il messicano non riesce ad arrivare al peso stabilito e si presenta all’incontro evidentemente sovrappeso. Marquez riesce a connettere delle combinazioni interessanti solamente a metà dell’incontro, ma è Mayweather che domina i primi round e i round finali mandando una volta al tappeto Marquez nella seconda ripresa. Marquez perde ampiamente per decisione unanime ma non perde i titoli dei pesi leggeri che non erano in palio.

Dopo la sconfitta con Mayweather, Juan Manuel Marquez decide di cambiare promotore per le sue insistenti discussioni con Oscar De la Hoya e perchè insiste per avere un altro match contro Manny Pacquiao che nel frattempo era salito nella categoria welter vincendo il titolo WBO. Marquez decide quindi di abbandonare il suo promotore dell’epoca, Golden Boy Promotions e di passare a Top Rank Boxing, lo stesso promotore di Manny, per aumentare le possibilità di affrontare il filippino.

Top Rank riesce ad organizzare presto il terzo incontro tra i due campioni che si svolgerà come di consueto al MGM di Las Vegas di fronte ai giudici della commissione atletica del Nevada che, storicamente, era sempre stata ostile ai Messicani ed in particolar modo a Marquez. L’offerta di Bob Arum, chairman di Top Rank, copre i due pugili di milioni di dollari e non può essere rifiutata. Questa volta Marquez non deve farsi trovare impreparato nei primi round, evitare il sinistro di Paquiao e cercare di portarsi in vantaggio nei round centrali. Marquez domina decisamente tutto l’incontro mentre il suo avversario storico viene messo in difficoltà dall’inaspettata aggressività del messicano e dai passi laterali che fanno mandare a vuoto le combinazioni che avevano reso famoso Pacquiao. Il filippino è così frustrato che alla fine del dodicesimo round torna al suo angolo in ginocchio e si mette a piangere sicuro di aver perso l’incontro. Prima della lettura della decisione dei giudici i commentatori dell’HBO sono sicuri della vittoria di Juan Manuel Marquez e Amir Khan, in quel momento commentatore a Las Vegas, lancia la sfida a Marquez che ha sicuramente vinto l’incontro. Quando i punteggi dei giudici vengono letti accade l’incredibile, un arbitro da il pareggio e gli altri due danno la vittoria a Manny Pacquiao. Il pubblico scoppia in una protesta fischiando e lanciando di tutto sul ring. In Messico l’incontro verrà definito “la rapina del secolo”.

Dopo l’incontro Bob Arum si avvicina a Marquez dicendogli che era tutto pianificato per il quarto incontro e che lo coprirà di soldi. Nel video che suggeriamo si può vedere Arum che parla al messicano garantendogli “a lot of money”.

L’anno successivo Marquez scende alle 140 libre, nella categoria dei pesi super leggeri per combattere per il titolo WBO in possesso dell’ucraino Serhiy Fedchenko. L’incontro non sarà per niente difficile per Juan Manuel Marquez che porta a casa una larga vittoria ai punti per decisione unanime ma soprattutto il settimo titolo mondiale nella quarta categoria di peso. E’ il primo messicano della storia della boxe a raggiungere questo risultato.

Ma per Juan Manuel Marquez i soldi non importano molto e ha già conquistato i titoli mondiali più importanti. Quello che vuole è dimostrare di essere più forte di Manny Pacquiao e continua a lanciare sfide al suo rivale di sempre.

Il quarto incontro della saga viene fissato per l’8 Gennaio del 2012 ancora all’MGM di Las Vegas, location che ha dato tante brutte sorprese a Marquez. Juan Manuel Marquez sa che ha poche possibilità di vincere ai punti e vuole evitare le cattive influenze che la commissione atletica del Nevada ha sui giudici. Quindi si prepara per 3 mesi in altura per migliorare la potenza e decide di andare a combattere solo per cercare il KO.

Juan Manuel arriva al peso in uno stato di forma mai visto e durante l’incontro ha un attacco distruttivo. Manda per la prima volta Manny Pacquiao al tappeto alla terza ripresa. Dopo che si rialza, Manny non sembra riprendersi facilmente ma Marquez, per eccesso di prudenza, non sembra cogliere l’occasione per chiudere l’incontro. Al sesto round, in un momento di difficoltà e con il naso rotto, Juan Manuel Marquez colpisce Manny Pacquiao con un destro al volto di contrattacco. Il filippino cade incosciente al tappeto battendo pesantemente la testa al bordo del ring. Manny si riprenderà solo qualche minuto dopo tra le tragiche urla dei suoi supporters e i canti in festa dei Messicani (vedi incontro completo). Juan Manuel Marquez è riuscito finalmente a dimostrare di essere più forte del campione che tutti consideravano un pugile imbattibile. Al suo ritorno in Messico Marquez verrà ricevuto del presidente della nazione che lo premierà con un’onorificenza nazionale.

Marquez si ritirerà 2 anni dopo con un record di 56 vittorie su 64 incontri in una carriera tormentata da decisione controverse e contratti negati. Juan Manuel Marquez è al momento un cronista e giornalista sportivo della maggiore testata messicana.